
16° Festival Teatro XS – ‘Novecento’
Domenica 9 marzo è il giorno del quinto spettacolo del 16° Festival Nazionale “Teatro XS” organizzato al teatro ‘Genovesi’ dalla ‘Compagnia dell’Eclissi’ di Salerno. Il titolo è ‘Novecento’, ed è la messa in scena del celebre monologo teatrale di Alessandro Baricco, poi edito nel 1994. Il romanzo è molto originale tant’è che nel 1998 ha ispirato il regista Giuseppe Tornatore a girare il film “La leggenda del pianista sull’oceano”.
La storia racconta che sul transatlantico ‘Virginian’, che negli anni tra le due guerre mondiali trasportava passeggeri dall’Europa all’America, proprio il 1° gennaio del 1900 un operaio fuochista della nave Danny Boodmann trovava un neonato adagiato in una cassetta di limoni sistemata in bella vista sul pianoforte della sala di prima classe dell’imbarcazione. Sulla cassetta si legge T.D. Lemon che lui interpreta come un segno del destino Thanks Danny, grazie Danny, e decide di prendersi cura lui del neonato dandogli il nome appunto Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, in omaggio al secolo appena iniziato. Danny alleva Novecento tenendolo in segreto nella sala macchine dove lavorava, fino a quando perde la vita, a causa di un incidente sul lavoro. Novecento ha otto anni e riesce ad evitare l’affidamento nascondendosi nei comparti segreti della nave a lui non sconosciuti. Ricompare dopo alcuni giorni, ed è al pianoforte a suonare come se fosse nato già pianista.
Passano così gli anni nei quali ha imparato a suonare il pianoforte con tale maestria che presto si esibisce nella banda musicale della nave. Qui incontra il trombettista Max Tooney che diventerà suo grande amico.
Novecento è talmente bravo a suonare il jazz che si diffonde la notizia in ogni porto toccato dalla nave. Giunge all’orecchio di Jelly Roll Morton, grande pianista considerato all’epoca l’inventore del jazz. E’ un uomo arrogante e presuntuoso che decide di sfidare Novecento per confermare la sua superiore abilità musicale, quindi s’imbarca sul ‘Virginian’ ma esce sconfitto ed umiliato dalla memorabile contesa a suon di jazz. Max l’amico trombettista di Novecento tenta di convincerlo a scendere da quella nave e fare fortuna sulla terraferma grazie alla sua bravura di musicista, ma Novecento, tentato dai racconti di un anziano emigrante italiano che si era imbarcato per vedere il mare da vicino, non riesce a lasciare il transatlantico sul quale vive da 27anni. Un giorno però è Max a lasciare la nave e con essa il suo grande amico.
Anni dopo Max viene a conoscenza dello smantellamento del ‘Virginian’ e decide di andare a cercare Novecento. Era ancora lì sulla nave e non voleva lasciarla, niente riuscì a farlo desistere dal voler morire insieme alla casa galleggiante dove aveva vissuto e che stava per essere demolita a suon di esplosivo. L’addio commovente tra i due amici musicisti prima del tragico scoppio.
Il monologo di Baricco poi divenuto romanzo nel 1994, il film di Tornatore del 1998 ed oggi l’adattamento teatrale della “Compagnia Filodrammatica Orenese”, per la prima volta al Festival XS presentato da Enzo Tota.
Tutti i personaggi raccontati sono stati interpretati dal bravissimo Fabrizio Perrone che per tutto lo spettacolo dimostra anche doti di equilibrista saltando su sgabelli e cilindri di legno a simboleggiare le grandi difficoltà a vivere non senza ostacoli una realtà nata per caso su una nave dalla quale Nocevento non ha il coraggio di scendere per affrontare finalmente la vita considerata ‘normale’ per ognuno. Mi viene in mente l’associazione con il mito della caverna di Platone dove gli schiavi incatenati vivono da sempre vedendo solo l’unica prospettiva di vita delle ombre proiettate dalla luce di un fuoco alle loro spalle e rifiutano ogni altra esperienza di vita per paura dell’ignoto e per la perdita della propria identità, preferendo morire incatenati alla caverna, considerata la loro ‘casa’ sicura.
Fabrizio Perrone ha saputo comunicare a noi spettatori la paura di un giovane, tanto talentuoso ma altrettanto chiuso nello spazio del suo talento che per lui rappresentava ciò che lo avrebbe fatto ricordare nel mondo oltre il mare, ‘fuori della caverna’.
Bellissimo il momento dei saluti che l’attore ha scelto per lasciare la scena chiamando sul palcoscenico tutti i personaggi da lui, solo lui, magistralmente interpretati. Un successo meritato ed un altro gioiello nella parure della ‘Compagnia dell’Eclissi’
Carlo Ceresoli